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Fundraising, questo sconosciuto. Facciamo chiarezza!

Fundraising. Se siete interessati al mondo start-up, ne avrete sicuramente sentito parlare

Tutti i giorni leggiamo di startup che, grazie ad una appropriata attività di fundraising, chiudono round di investimento milionari. Da una semplice e veloce lettura può sembrare quasi che questi soldi “arrivino dal niente”, come ho sentito dire più e più volte. 

Perché allora non approfondire l’argomento, spiegando come funziona il fundraising e come si arriva ad ottenere così tanti soldi? Sì, come in tutti i lavori, anche qui niente arriva dal niente. 

La chiusura di un round è la fase finale di un lungo percorso, che necessita sia di una forte struttura aziendale, con altrettanto forti traction e value proposition, sia di un buon lavoro di networking. Basti pensare che negli ultimi anni il fundraising è diventata una vera e propria professione.

Leggendo online vi sarete sicuramente imbattuti in termini quali seed, pre-seed, round A, round B e le varie evaluation: ma cosa vogliono dire precisamente tutti questi termini? Vediamolo insieme.

Tipologie di investimento

Pre-seedfundraising-dollar

L’investitore (Business Angel, Incubatore o Acceleratore) investe nell’idea del progetto.

In questa fase solitamente vi è solo l’idea imprenditoriale con un piccolo Business Plan, e l’investimento serve per creare o migliorare il primo mvp (minimum viable product) e fondare l’azienda.

È una delle fasi dove il rischio di impresa è più alto: gli importi variano dai 20k ai 300k in cambio diuna percentuale di equity che va dal 3% al 15%.

Seed

Questo tipo di fundraising si ottiene quando il prodotto è pronto, l’azienda è costituita ma dobbiamo ancora entrare sul mercato in modo appropriato. Seed significa seme: la startup è un seme che deve germogliare, e l’investimento costituisce la prima riserva di acqua per la pianta.

È necessario migliorare il prodotto e guadagnarsi una nicchia di mercato, dalla quale partire per scalare e far evolvere la propria attività. Attività di Product development e market research assorbiranno gran parte dell’investimento.

Si parla tipicamente di finanziamenti ottenuti in percorsi di accelerazione, e oscillano tra i 500k e i 2mln. Anche in questa fase il rischio dell’investimento è molto alto. 

Round A

È il primo round di investimento “massiccio”, dai 2 ai 15 milioni.

L’Parlandosi di cifre così elevate per questo tipo di investimento è necessario riferire ai VCs (Venture Capitalists), dimostrando la forte scalabilità del business (pensate in termini di un x3 del fatturato annuo nei primi 3 di anni di vita dell’azienda).

Scalare è proprio l’obiettivo di questa fase: migliorare gli aspetti del prodotto secondo le esigenze del mercato, cogliere l’opportunità di aggredire un nuovo mercato ed avere un business plan che consenta di essere profittabili nel lungo periodo sono elementi che dovreste tenere bene in mente!

L’equity dell’azienda acquisita dal VC è generalmente compresa tra il 10% e il 30%.

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Round B

La startup è già un’azienda di medie dimensioni, con un buon fatturato e una crescita che continua ad essere molto forte.

Il processo di sviluppo è completato, adesso è necessario espandere il mercato: buona parte del lavoro è stata fatta con i round precedenti, adesso l’azienda e gli investitori hanno una visione più chiara sui prossimi steps e sul percorso intrapreso dall’azienda.

L’investimento è necessario per espandere aree quali il business development, sales, supporto clienti e ricerca.

Round C

Il round definitivo. È un round necessario per competere con i big player, quando si presenta l’occasione di un business ancora fortemente scalabile.

Ad esempio, per battere un competitor presente sul mercato già da anni potrebbe essere necessario acquisire un’altra azienda, in modo da ottenere un vantaggio competitivo.

In questo round, oltre ai VCs, entrano in gioco anche banche di investimento, private equity ed hedge funds.

Fare startup significa creare qualcosa dal niente, e scalare il modello di business fino a creare valore per milioni euro (o della valuta che preferite). 

Il concetto di base è che a seconda della fase di vita della vostra azienda necessitate di un diverso tipo di investimento.

Avere in mente la somma di cui avete bisogno e dove volete arrivare con questa è fondamentale: la vostra attività di fundraising dovrà essere impostata su questi obiettivi, e i soggetti a cui dovete rivolgervi saranno diversi a seconda del round che volete chiudere. A seconda del tipo di round, infatti, gli investitori faranno domande diverse e stresseranno diversi aspetti del business.

Prossimamente andremo a vedere anche come valutare se un round di investimento è veramente necessario ed utile per la buona crescita dell’azienda, restate sintonizzati!

 

A presto, 

Emanuele

 

Fundraising, questo sconosciuto. Facciamo chiarezza! ultima modifica: 2017-09-14T10:42:32+00:00 da Emanuele Pucci