Intelligenza Artificiale Awhy

Intelligenza Artificiale : l’uomo che aiuta sé stesso.

L’Intelligenza Artificiale è protagonista delle ultime dichiarazioni di Zuckerberg, alias Mr Facebook,  che hanno lasciato tutti senza parole: entro l’anno progetta infatti di creare un’IA che sia in grado di accudire la figlia in sua assenza e, come se non fosse abbastanza, di crearne una che possa svolgere tutte le mansioni di un maggiordomo.

Ma cos’è l’intelligenza artificiale e come si è evoluta?

L’intelligenza artificiale è oggi il punto di forza dello sviluppo tecnologico mondiale: è il nuovo su cui le aziende puntano per raggiungere i grandi obiettivi prefissatesi nel campo dell’innovazione.
La cultura odierna ha assimilato il concetto di Intelligenza Artificiale ed è sempre più indirizzata ad ampliare la propria sfera di conoscenze in questo campo. Equipaggiandosi degli strumenti adatti, le aziende in primis già avanti nel campo dell’Intelligenza Artificiale, stanno creano una spinta nel loro settore che ponga quelle aziende che ancora non si sono affacciate nell’era dell’Intelligenza Artificiale ad emularle, per costruire un sistema di apprendimento per un ampio raggio di incarichi sempre più complessi che potranno essere ricoperti in maniera completa dalle moderne forme di IA.

Nella Silicon Valley è recentemente stata creata un’organizzazione avente come scopo la creazione di una macchina in grado di eseguire qualsiasi operazione intellettuale possa essere formulata da un essere umano.

Il futuro dell’Intelligenza Artificiale non sta nella sostituzione, bensì nell’interazione:

le sue tecnologie dovranno essere indirizzate al miglioramento della qualità della vita, delle condizioni ambientali, delle scoperte in ambito medico-scientifico.Intelligenza-Artificiale-Awhy

L’Intelligenza Artificiale potrà essere ritenuta la più grande forma d’aiuto che l’umanità sia stata in grado di creare per sé stessa, conscia dell’infinito potenziale che essa racchiude per lo sviluppo di un futuro in cui il costante supporto nelle proprie attività quotidiane da parte della robotica d’avanguardia sarà considerata la nuova frontiera del lusso.

L’intelligenza artificiale è, inoltre, uno dei punti di forza della fantascienza letteraria e cinematografica moderna: l’idea che l’uomo possa arrivare al punto di sostituire al proprio operato quello delle macchine, che i robot possano un giorno avere totale capacità di emulazione delle attività umane, tiene milioni di spettatori incollati ad una pagina o ad uno schermo, con la sola speranza di scoprire sino a dove sarebbe possibile spingersi, sino a che punto la nostra quotidianità migliorerebbe se ci affidassimo alle intelligenze artificiali.

Si valutano varie ipotesi a riguardo, su quanto più o meno positivo possa essere l’avvento di una reale forma di intelligenza artificiale sostitutiva di quella umana, e si tende a prospettare visioni antitetiche di quel che un reale inserimento delle IA ultramoderne nella vita quotidiana possa destare: si passa dall’entusiasmo alla paura con estrema facilità, come è comprensibile possa accadere quando ad essere discusso è un argomento di tanta elevata complessità e dai possibili, innumerevoli, risvolti.

Intelligenza Artificiale: alcuni cenni storici

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L’argomento non è esclusivamente legato ai giorni nostri: si parla, infatti, di Intelligenza Artificiale, sin dai primi anni ’50, quando vennero scoperte le possibilità di elaborazione inerenti al calcolatore digitale di Alan Turing.
Proprio Turing nel 1950 pubblicò un articolo sulla rivista Mind, aprendosi alla possibilità della creazione di un programma che fosse in grado di far agire una macchina in modo intelligente. Ideò, poi, il cosiddetto test di Turing, ovvero una condizione prestabilita che la macchina avrebbe dovuto raggiungere e superare per essere ritenuta intelligente.
Nel 1949 Turing, in una dichiarazione per il The London Times relativamente all’intelligenza artificiale, affermò che non vi era alcuna ragione, a suo avviso, per cui le macchine non potessero ricoprire ruoli che fino ad allora erano stati di esclusivo appannaggio dell’intelligenza umana.
Il 1956 fu l’anno in cui il termine venne coniato dall’americano John McCarthy in un convegno tenutosi a Darmouth, nel New Hempshire. L’idea che da subito si volle trasmettere fu quella che, grazie all’intelligenza artificiale della quale venivano dotate, le macchine sarebbero state in grado di compiere quelle azioni incluse nella sfera comportamentale umana che richiedono una imprescindibile presenza delle facoltà intellettive.
McCarthy, con il suo studio sulla rappresentazione dichiarativa della conoscenza, pose le basi teoriche di tutta la IA.
Benché prima si concedesse maggiore attenzione allo sviluppo delle facoltà di autoapprendimento, ben presto venne messo in luce anche lo sviluppo della sfera psicologica e, subito dopo, dell’elaborazione del linguaggio naturale.
L’elaborazione del linguaggio naturale è il processo mediante il quale un calcolatore elettronico riesce a comprendere delle parole scritte o parlate in una lingua naturale: è considerato come uno dei più alti ed allo stesso tempo complessi punti di arrivo dell’Intelligenza Artificiale, in quanto la comprensione del linguaggio naturale implica una conoscenza culturale di indefinibile grandezza. Tale elaborazione è suddivisa in quattro differenti tipologie di analisi: lessicale, grammaticale, sintattica e semantica.
Negli anni ’70 si vide un forte sviluppo dei sistemi di produzione, ovvero di quei programmi che sfruttano un insieme definito di conoscenze organizzate in base di dati, che permettono di ottenere risposte a domande ben precise.
Successivamente furono i sistemi di elaborazione del linguaggio naturale a costituire uno dei settori di punta dell’Intelligenza Artificiale, a tal punto da dare avvio ad una nuova disciplina denominata linguistica computazionale, basata interamente sulla teoria del linguaggio naturale di N. Chomsky, secondo in quale, la capacità linguistica dell’essere umano di comprendere ed elaborare frasi nel suo idioma deriva da una base di conoscenze già presenti nella sua mente, definibili come competenza linguistica.

Ad oggi l’Intelligenza Artificiale rappresenta una opportunità di innovazione e sviluppo senza pari, sulla quale le aziende investono sempre più cospicuamente per la loro crescita e il loro sviluppo e per dei fattori di ordine sociale e culturale che non si erano mai verificati prima d’ora.
Innanzitutto il massiccio utilizzo della rete internet e degli smartphones fornisce ogni giorno un gigantesco quantitativo di dati sui abitudini, comportamenti, interessi, attività del singolo, che vanno a nutrire la base di conoscenze per lo sviluppo dell’IA.
Si consideri poi che, a differenza di quanto avveniva in passato, il costo degli strumenti informatici è altamente diminuito, mentre il livello delle prestazioni che sono in grado di compiere è inversamente aumentato.
Il miglioramento della struttura dei sistemi di apprendimento permette di raggiungere più facilmente e più velocemente i traguardi d’innovazione che man mano vengono prefissati.

L’Intelligenza Artificiale rappresenta il primo punto del nostro lavoro di analisi e approfondimento di quelle tematiche oggi tanto ripetute dai vari media, per le quali spesso viene data per scontata una base di conoscenze preesistente.
Il prossimo argomento che tratterò sarà il Virtual Assistant: vedremo come l’elaborazione del linguaggio naturale permetta di creare software prettamente utilizzati per assistere gli utenti nella navigazione online.

 

Roberta Gallo

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Roberta Gallo
Marketing Manager e E-commerce Strategist at

Appassionata di Social Media e new technologies, qui vi parlo di Intelligenza Artificiale, E-commerce e di tutto ciò che è correlato a questi due campi.

Intelligenza Artificiale : l’uomo che aiuta sé stesso. ultima modifica: 2016-01-12T10:27:43+00:00 da Roberta Gallo