marco lotito head wcap Bologna

Awhy intervista Marco Lotito, leader di TIM WCap Bologna

Pochi giorni sono passati dall’apertura della nuova Call per le startup 2016  avviata ufficialmente il 30 marzo;  noi di Awhy facciamo due chiacchiere con Marco Lotito, responsabile di TIM #WCap Accelerator Bologna. Ogni giorno Marco assiste alla crescita di Awhy e di tante altre realtà che dentro queste mura hanno mosso i primi passi.

Marco Lotito TIM# WCAP Call 2016

L’intervento di Marco Lotito a TIM #Wcap Call 2016

Gli acceleratori – ormai diffusi sul tutto il territorio nazionale – si pongono come luoghi che attivamente sostengono lo sviluppo di una startup. I responsabili sono quotidianamente in contatto con giovani team. Voglia di fare, creatività e un aiuto dalle facility di un’accelerazione (spazi fisici, connessioni e soprattutto grant) sono quello che serve.

Riprendendo le esperienze lavorative precedenti, abbiamo voluto chiedere a Lotito quante di queste abbiano inciso sul suo ruolo come leader di TIM WCap Bologna.

Marco Lotito, background nelle HR, per molto tempo è stato Community Manager in Telecom.

È stato promotore di un progetto di social learning “dal basso” per gli operatori del 119, Campus. La prima versione di Campus, nata dalla customizzazione del CMS già utilizzato per l’intranet di Telecom, si è poi trasformata in un prima versione di social intranet. 

L’idea di Lotito prevedeva il collegamento delle attività di mapping periodico delle skills degli operatori del Customer Care ad un percorso di apprendimento continuo e disintermediato; da subito aveva coinvolto il guru italiano delle social intranet, Giacomo Mason. Il programma introdusse di fatto in TIM (nel 2008!) l’uso di strumenti “social” che ancora oggi non sempre troviamo in  una community aziendale:  dal profilo personale alla possibilità di costruire un network professionale, social bookmarking (per condividere i link spesso introvabili), logiche di gamification…

Il progetto Campus è stato citato spesso come best practice ed ha ottenuto numerosi riconoscimenti anche “fuori dal firewall”; le soddisfazioni più grandi sono venute dai “power users”, gli stessi operatori che poi sono diventati ambassadors del progetto.

Marco cosa ti è rimasto dell’esperienza di Campus?  Come l’hai portata e trasmessa nel tuo ruolo da responsabile dell’acceleratore di Bologna?

L’esperienza di Campus è stata molto impegnativa: lo sforzo richiesto a chi si fa promotore di percorsi innovativi mette spesso a dura prova anche la motivazione più forte.

Per creare una base solida di un progetto di questo tipo, bisogna prima di tutto conquistare la fiducia di chi utilizzerà gli strumenti o le soluzioni proposti.

Bisogna “metterci la faccia”, sempre, abbattere tutte le barriere formali che creano distanza fra le persone e ovviamente portare dei benefici.

Bisogna insomma mettere in movimento tanta energia, creando una community intorno ad una idea, evitando il rischio di diventare autoreferenziali.

Le stesse dinamiche sono state trasferite da una community diffusa e virtuale come Campus ad un coworking che riunisce quasi 100 persone al lavoro negli spazi di TIM #WCAP Bologna; è stata confermata la centralità del fattore umano e la necessità di fare un grosso investimento sulla costruzione della fiducia.

Mettere in piedi una startup in questo periodo secondo te è molto rischioso? Gli acceleratori come TIM in questo senso cosa possono offrire ?

Più che dei rischi preferisco parlare delle opportunità: in questo momento mi sembra ci siano molte possibilità per chi si affaccia al mondo dell’autoimprenditorialità e si configura come una startup.

I team per primi devono essere in grado di scegliere il terreno più fertile per realizzare o far crescere il loro progetto: sicuramente trascorrere del tempo in un acceleratore come #WCAP con altri team moltiplica le opportunità.

I team si confrontano continuamente condividendo  esperienze e competenze; imparano ad apprezzare i vantaggi derivanti dal far parte di quell’ecosistema innovazione. Noi di #WCAP stiamo contribuendo a costruire intorno a loro con i nostri partner.

A #WCAP Bologna ci definiamo un “coworking as a service”: mettiamo a disposizione una serie di servizi che in buona parte sono fruibili anche dai team che ospitiamo; osserviamo continuamente quello che accade; aiutiamo i team a raggiungere gli obiettivi nel medio/breve termine. Siamo un sensore sul territorio acceso tutto l’anno: in questo momento lo siamo ancora di più in quanto (fino al 30 maggio) è aperta la Call for Startups 2016.

I team possono venire in acceleratore durante gli Open Days o inviare il loro progetto per diventare una delle startup #WCAP. Le novità quest’anno sono davvero consistenti e confermano l’importanza che riveste TIM #WCAP nelle nostre strategie di Open Innovation: 32 grant aumentati da 25.000 a 40.000 euro; Digital Innovation Year (3 mesi di accelerazione e 9 mesi di mentorship e coworking nei nostri acceleratori), ulteriori 10.000 euro assegnati alle 10 startup “best in class”; accesso a TIM Open, l’ambiente di prototipazione e di sperimentazione open&free a disposizione delle startup selezionate.

Si è parlato, durante la #WcapCall16, di Bologna come città più smart d’Italia. Cosa la rende tale?

Una città per essere veramente smart ha bisogno di una community altrettanto smart, è un percorso lungo e paziente che qui è iniziato molto tempo fa, in coerenza con un importante retaggio socio-politico.

Le “tecnologie” in questa città sono usate più consapevolmente che altrove: dalla gestione della comunicazione sui social ai successi delle campagne di crowdfunding; ma ci sono molti altri indizi del fatto che si può cominciare a parlare di una città piattaforma.

Bologna oltre ad essere apprezzabile per l’alta qualità della vita a costi più contenuti di Milano o Roma è anche una città che da tempo ha aperto canali bidirezionali (top-down e bottom-up) di confronto e co-progettazione.

Su questa impostazione “open” ci siamo innestati naturalmente con la nostra vision quando abbiamo inaugurato l’acceleratore a gennaio 2014. Da subito abbiamo lavorato insieme alle realtà che stanno contribuendo a fare di Bologna un hub dell’innovazione su un mantra composto da tre parole chiave: attrarre, trattenere, spingere.

Sono sicuro che quest’anno Bologna farà parlare molto di sé, l’ampliamento degli spazi fino a 1800 mq ed il fatto che l’evento di lancio della Call For Startups sia stato organizzato qui rinnovano il nostro patto con la città.

Awhy

Oltre ad essere presente all’interno dell’acceleratore dal 2014 Awhy sta collaborando attivamente con Tim Wcap per la nuova call 2016: la nostra chat intelligente è presente sul sito del Wcap per rispondere a tutte le domande per partecipare alla nuova call.  

In pratica il WCap ha aiutato Awhy a crescere ed ora Awhy è in grado di fornire uno strumento al WCap che risponde alle sue esigenze.

E’ questo sorta di “circolo virtuoso” che gli acceleratori vogliono e possono mettere in atto?

Widget Awhy sul sito TIM Wcap

Il Widget di Awhy sul sito TIM WCap aiuta a rispondere alle domande relative alla Call 2016

Si tratta esattamente di questo.

Il percorso dell’Open Innovation parte dalla costruzione di una relazione che si instaura tra la startup ed il team dell’acceleratore già durante il percorso di accelerazione.

È su questa base che si innescano le azioni successive, l’accesso agli strumenti che TIM #WCAP ha realizzato dal 2009 ad oggi. Le startup accelerate vengono inserite da subito nell’albo veloce che le certifica come fornitori TIM, ed associate al “basket innovazione” (il budget dedicato all’acquisto delle soluzioni sviluppate dalle startup da parte delle business unit aziendali).

Le idee vengono valutate per sinergie industriali  con le società del Gruppo Telecom Italia e con il network aziendale ed hanno un canale privilegiato con TIM Ventures,  il Corporate Venture Capital di TIM che investe nelle migliori startup digitali.

Il test di Awhy sul sito di TIM #WCAP in un periodo così delicato come quello della Call For Startups ci fornirà interessanti indicazioni che potrebbero portare presto ad una adozione su maggiore scala.
Faremo tutto il possibile perché questo accada.

INFO su TIM Working Capital Accelerator

Awhy, il servizio smart di customer care

Foto di copertina, courtesy of Marco Govoni

Valentina Mangia

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