5 Miti da sfatare sull’Intelligenza Artificiale.

Con tutti i progressi in campi all’avanguardia come machine learning e Intelligenza Artificiale è facile lasciarsi trasportare dall’immaginazione: scenari futuri fantascientifici sono all’ordine del giorno.

Sembra che non ci sia limite al progresso che l’AI sarà in grado raggiungere: nuove moto della BMV così intelligenti da non richiedere l’utilizzo di un casco, avvento di nuove cure e medicinali nel campo sanitario, e molto altro.

Vi è però il muro della disinformazione da considerare, supportato da quello del pregiudiziocorriamo il rischio di non avere una percezione reale dell’Intelligenza Artificiale, del suo ruolo e dei suoi possibili utilizzi; un immaginario collettivo fatto di robot assassini e computer dai poteri devastanti dal cinema e dalla letteratura ci distrae.

A tal proposito vi sono 5 miti riproposti con altissima frequenza che andrebbero quanto prima sfatati.

1) L’arrivo di una intelligenza artificiale dotata di coscienza è dietro l’angolo.

La creazione di una AI dotata di coscienza è il santo graal per gli appassionati di Intelligenza Artificiale. Costruire una macchina con una coscienza può sembrare a pochi passi dal divenire realtà: nulla di più sbagliato.

Ci troviamo, infatti, ad uno stato talmente primitivo di conoscenza delle neuroscienze che la possibilità reale di trasferire questa capacità ad una macchina è praticamente nulla. È ancora presto, quindi, per temere di essere intellettualmente surclassati da un robot.

2) L’Intelligenza Artificiale diminuirà i posti di lavoro dando un assetto del tutto differente all’economia mondiale.

È comprensibile che il miglioramento delle capacità di apprendimento e automazione delle AI crei delle preoccupazioni nei lavoratori. Il timore di essere sostituiti da qualcosa con un rendimento più alto ad un costo inferiore. 

Questo mito si basa su due delle più diffuse menzogne in merito all’AI:

– L’Intelligenza Artificiale è dotata di una conoscenza universale e in grado di apprendere tutte le più svariate abilità umane, soprattutto se specifiche.

– L’AI sostituirà del tutto gli esseri umani nei lavori più semplici, per i quali non sono richieste specifiche abilità, lasciando libere soltanto posizioni altamente qualificate non accessibili alla massa.

Come avevamo già discusso qui, la soluzione ideale sarebbe quella di una collaborazione reale ed effettiva tra l’intelligenza artificiale e l’empatia, la creatività e l’intelligenza umana.

3)L’Intelligenza Artificiale farà regredire le capacità mentali degli esseri umani.

C’è una paura che può definirsi legittima nel credere che l’abuso delle Intelligenze artificiali possa portare ad un impigrirsi eccessivo delle capacità intellettive umane; potrebbe venire meno la capacità di svolgere le attività più ripetitive e banali.

Quello che non si tiene in considerazione è che questo processo è già pienamente in atto: abbiamo da tempo affidato alle calcolatrici i calcoli più complessi, ai computer le pianificazioni più tecniche, a vari macchinari la gestione delle faccende domestiche che prima venivano svolte ai piedi di un fiume. Questi cambiamenti non hanno reso più stupida l’umanità, ma le hanno restituito del tempo: tempo da dedicare alle attività più complesse e specifiche nelle quali diventare esperti in prima linea.

4) I passi avanti nel campo dell’Intelligenza Artificiale avverranno in modo veloce e violento.

L’idea di raggiungere determinati obiettivi nel campo dell’Intelligenza Artificiale è arrivata più di 60 anni fa. Ci sono voluti quindi ben 60 anni per arrivare al punto in cui siamo ora, nonostante i progressi enormi nel campo dell’informatica.

La realtà è che lo sviluppo tecnologico porta in sé una lentezza intrinseca che non può essere accelerata in alcun modo.

Soltanto adesso, dopo ben sei decenni, si iniziano a vedere progressi significativi; ma questa è ancora un’applicazione molto specifica dell’AI che richiederà del tempo perché si possa ampliare.

5) L’Intelligenza Artificiale a breve finirà per dominare l’umanità.

Che si tratti di Terminator, Matrix, o Ex-Machina, Hollywood ha contribuito fortemente ad alimentare la paura irrazionale che i robot prendano il controllo dell’intero pianeta spodestando l’umanità.

Anche alcune tra le menti più illustri temono i “robot killer” che potrebbero decidere di essere più efficienti senza un controllo umano al quale fare riferimento.  

Questa paura però è tutta basata su un filone fantascientifico che ha ben poco a che fare con la realtà dei fatti. Le storie su apocalissi robot e simili sono fatte per essere avvincenti, non per fornire dati attendibili in merito all’avvento dei robot.

La realtà è che abbiamo già dei computer in grado di superare le abilità umane in campi specifici quali la matematica o, ad esempio, gli scacchi; siamo tuttavia molto lontani dal vedere delle AI vicine al livello di intelligenza tale da potersi sostituire a noi.

I nostri dubbi o le nostre paure in merito agli sviluppi dell’Intelligenza Artificiale non dovrebbero prendere il sopravvento: l’AI sarà la chiave del progresso scientifico e tecnologico dell’umanità per i prossimi decenni.

Roberta Gallo

Photo credit: Chris Devers via VisualHunt / CC BY-NC-ND